La “Corte di Brignano” compie 10 anni!

“Bisogna rivedere il progetto, la cella di stagionatura deve essere più larga di 5 cm.”  “Ma così stringiamo il corridoio!”   “ Vero, ma non possiamo perdere una fila di carrelli”….  Proprio così:  la ristrutturazione dei vecchi fabbricati di Brignano, acquistati da mio padre nel lontano 1976 e appartenuti al suo prozio Giovanni, è stata una vera lotta di centimetri. L’idea iniziale era quella di fare un piccolo laboratorio per produrre un po’ di salami per gli amici e pochi intimi, poi , visto che l’investimento sarebbe comunque stato elevato, perché non tentare di inserire un “salamificio” con bollo CE per avviare una produzione destinata a una clientela più vasta?

Detto fatto, quello che doveva essere un hobby stava per diventare un lavoro.  Ma il recupero della vecchia stalla, dei portici, dei fienili è stato davvero complicato. La parte più facile è stata dare una ripulita e una riassettata alla cantina, fondamentale per la lunga stagionatura e già ampiamente collaudata con i salami  che ogni anno maturavano lentamente e che onoravano i nostri pranzi e reggevano sfide all’ultima fetta!

Era l’ottobre 2001 quando, con tanta emozione e l’ansia crescente per il risultato di quella nuova sfida, cominciammo le prime prove di lavorazione e di messa a punto dell’impianto, ma soltanto il 20 gennaio 2002 ci veniva assegnato l’agognato Bollo CE: IT 9-3020/L

Cominciava così, tra dubbi,  incertezze ma con tanta passione, la nostra avventura. I primi risultati erano incoraggianti. La lavorazione procedeva con i riti che ricordavo da bambino: la mondatura delle carni, la macinatura a grana grossa, la concia con sale, pepe, vino rosso e aglio, l’insaccatura e la successiva legatura a mano erano esattamente come allora, poi cominciava l’asciugatura e la prima stagionatura, l’impianto girava a dovere, il microclima della nostra valle forniva il suo preziosissimo, indispensabile contributo. Certo, in questa fase qualche errore si commetteva, ma a quel punto interveniva Lei, la cantina di Brignano che giorno dopo giorno, delicatamente, lentamente, con tanta pazienza rimetteva le cose a posto. Da allora gli apprezzamenti sul Salame Nobile di Brignano sono costantemente aumentati così come i clienti più appassionati che entrando nel punto vendita (anche questo frutto di una paziente ristrutturazione conservativa)  non chiedono semplicemente un salame ma espressamente un “Nobile” oppure un “Cucito” magari di un anno di stagionatura.

Ed eccomi qua, nel decimo anno di vita del Salamificio (così ci siamo voluti definire) ad inaugurare il nuovo blog  (non so bene cosa voglia dire, non ho un grande rapporto con la tecnologia… Mi trovo molto più a mio agio nei boschi di faggio del Giarolo con i miei cani a cercar beccacce che davanti ad un computer!)  che mi darà comunque modo in futuro di affrontare nuovi argomenti, speriamo interessanti, per chi ci legge.
Ora sento il dovere di ringraziare con tutto il mio amore due persone speciali, che mi hanno sostenuto, incoraggiato, affiancato non solo durante il realizzarsi di questa mia passione, ma durante il percorso della mia vita: mia moglie, Mariangiola, che si è trovata catapultata in un mondo per lei totalmente nuovo e che non solo ha viaggiato al mio fianco, ma con forza, carattere e tanta volontà ha contribuito in maniera fondamentale alla realizzazione concreta di un’idea. Oggi non solo è responsabile amministrativa dell’Azienda ma è la regina incontrastata di quella che, poco a poco, è diventata una vera e propria boutique del territorio dove si respira la cultura dell’accoglienza fatta di eleganza, sobrietà e cortesia.  E poi mio padre, Leone, personaggio unico, ingombrante, di quelli che lasciano il segno e che, purtroppo, ci ha lasciato proprio pochi mesi dopo l’apertura del Salamificio. Raffinato buongustaio, dotato di un palato invidiabile e di grande fantasia, innamorato visceralmente della sua terra di origine, delle sue tradizioni, della sua cultura.  Lui mi ha trasmesso il principio secondo il quale il successo è subordinato alla passione, al senso critico costruttivo, al non accontentarsi mai, al non dare mai  nulla per scontato. Da lui ho ereditato il rispetto delle tradizioni, l’amore incondizionato per la mia terra, la cultura delle cose semplici.

Grazie  papà! A presto.

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