Una volta che abbiamo un buon salame si presenta il problema di affettarlo nel modo corretto. Eliminati gli spaghi si consiglia di non pelarlo perché uno dei piaceri del mangiare il salame è proprio quello di pelarlo rigorosamente con le mani! Caso mai, per evitare che durante il taglio si portino all’interno tracce di muffa, si può preventivamente lavarlo con acqua fredda spazzolandolo leggermente, migliorando così anche la successiva pelabilità.

Poi dobbiamo dotarci di un coltello adatto, a lama lunga e sottile, affilatissimo e procedere al taglio facendolo correre avanti e indietro per la sua lunghezza senza premere troppo in modo che la fetta si presenti liscia e regolare. Ma la cosa più importante è che il salame non va mai tagliato “rotondo” ma con un angolo di taglio di almeno 45° (vedi foto). L’angolo, ma anche lo spessore della fetta, naturalmente possono variare e diverse sono le correnti di pensiero.

taglio45gradiPersonalmente procedo in relazione al diametro e alla stagionatura: più il diametro è piccolo (ad esempio un cacciatore) più tendo ad allungare la fetta riducendo l’angolo di taglio anche a 15/20° ed essendo generalmente meno stagionato mi piace una fetta piuttosto spessa (7/8 mm.). Aumentando il diametro aumento l’angolo senza mai superare i 40/45° e in relazione alla stagionatura, ad esempio per un Cucito di un anno, lo spessore si riduce a 3/4 mm.

Perché il salame vada tagliato “lungo” non lo so, ma garantisco che durante varie degustazioni lo stesso salame fatto assaggiare tagliato tondo, è risultato meno apprezzato, addirittura scambiato per un altro. Provate e fateci sapere!

 

 

 

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